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Due o tre cose su Marco Travaglio (e sul diritto di critica)


di Gabriele Mastellarini

Ormai i detrattori di Marco Travaglio hanno inserito questo sito Internet nell’elenco dei preferiti perche’, da quando e’ esplosa la polemica rilanciata dal Giornale tra me e Travaglio (con successiva mia sospensione da L’espresso), questo e’ diventato un punto di incontro per chi critica il giornalista torinese (e Filippo Facci e’ molto assiduo) e chi lo difende.

A mente fredda voglio precisare alcune cose su Travaglio che non stimo professionalmente ma che vedo (forse fin troppo ingiustamente) al centro di diversi fuochi.

Credo che le mie parole abbiano un “peso” importante, visti gli insulti e le molestie ricevute dall’autorevole collega, le conseguenze negative (almeno per me) del mio “attacco” al Travaglio e tutto quanto e’ accaduto in questi giorni.

Ma ora che Paolo Guzzanti mi ha definito un “Travaglino in erba” e dopo che Travaglio, seppur ironicamente, mi ha chiamato “Maestro di giornalismo” e’ opportuno fare alcune considerazioni partendo da quanto ho letto oggi su dagospia.com, cioe’ la lettera di Furio Colombo a Roberto D’Agostino nella quale si critica il sito di Dago per aver ripreso la notizia del rinvio a giudizio di Travaglio a seguito della querela sporta da Del Noce (notizia riportata anche in questo blog).

Proprio questa precisazione di Colombo mi ha fatto capire i motivi della violentissima reazione di Travaglio alle notizie riportate sul mio blog e poi “trasfuse” sul Giornale dal buon Facci al quale non e’ parso vero (come hanno scritto altri blogger) di poter avere gratuitamente notizie controTravaglio, da colleghi di altri giornali (penso anche a D’Avanzo di Repubblica).

Credo che Travaglio abbia “sbroccato” sul discorso della difesa satirica proprio perche’ sapeva che nei giorni successivi si sarebbe pronunciato il Gup di Roma su un altro articolo apparso su L’Unita’ nella famigerata rubrica “Bananas”, poi “Uliwood Party”, ora divenuta “Ora d’aria”. Rubrica di satira politica, come ammesso dallo stesso Travaglio, che ha sottolineato la vittoria del premio satira politica di Forte dei Marmi nel 2007.

Ebbene, io non conosco la linea difensiva nel processo Travaglio-Del Noce ma – se tanto mi da tanto – credo che anche in quell’occasione sia stata giocata la “scriminante del diritto di critica e di satira”.
Penso che quella stessa “scriminante” sia stata opposta anche a seguito della querela presentata da Paolo Guzzanti contro Marco Travaglio, per una storia ancora tutta da scoprire.

E quindi l’aver, da parte mia, stigmatizzato sul blog (ripreso prima da Libero e poi da Facci sul Giornale) la strategia difensiva di Travaglio ha, forse, funzionato da detonatore per le varie controversie giudiziarie del collega torinese.

Nel rispetto dei lettori ho scritto la verita’, ma se avessi saputo in quale ginepraio sarei andato a cacciarmi e quali conseguenze avrebbe causato….

Continuero’ sempre a dire e sostenere il vero ma – udite udite – credo sia necessario spezzare una lancia in favore di Marco Travaglio. Spero che i vari colleghi, i comitati di redazione, l’Ordine e le varie associazioni dei giornalisti si schierino in suo favore a difesa della liberta’ di stampa e di critica. Altrimenti dal caso Travaglio (che, ripeto, non stimo) si potrebbero innescare una serie di procedimenti a catena contro i giornalisti che fanno satira (piu’ o meno bene) e criticano in maniera anche piuttosto incisiva, ma pur sempre nel rispetto delle regole.

In fondo, chi e’ senza peccato scagli la prima pietra.

7 Comments

  1. Arturo Zulawski Arturo Zulawski
    23/06/2008    

    Dunque, ora lei riconosce che da “Bananas” e via dicendo, si trattasse di rubrica satirica? O no?
    Domanda: lei pensa veramente che la sua collaborazione sia stata sospesa per quanto da lei scritto? O per il metodo che ha utilizzato?
    Altro motivo?
    Lei afferma che “Nel rispetto dei lettori ho scritto la verita’, ma se avessi saputo in quale ginepraio sarei andato a cacciarmi e quali conseguenze avrebbe causato….”: come continua questa frase?
    Per quanto riguarda Facci: questa la mia opinione. A Facci non pareva vero il fatto che un collega attaccasse Travaglio e non la notizia e che lui potesse riciclare questo fatto, non la notizia. Era la diatriba che Facci ha utilizzato e non i fatti. Pura opinione questa.
    Per quanto riguarda la querela di Paolo Guzzanti, le linee dei contenuti credo possano già essere comprensibili, almeno i fatti ai quali si riferisce.

    saluti

    az

  2. alessandro alessandro
    23/06/2008    

    Mi torna in mente un passaggio di Ferruccio De Bortoli, tratto da un suo corsivo sul Corriere:” Le parole a volte sono pietre e poi qualcuno avventatamente, le raccoglie e le scaglia. In tutte le direzioni”

  3. Fabrizio Fabrizio
    23/06/2008    

    Non conceda l’onore delle armi, caro Mastellarini. E non porga l’altra guancia. La debolezza porta alla perdizione.

  4. Oscar Oscar
    24/06/2008    

    Cerchiobottista.

  5. Andrea Andrea
    24/06/2008    

    Spero per lei che il suo blog non si riduca al terreno di scontro tra Travaglio-Facci, Travaglio-resto del mondo.
    Lei è un valido giornalista, non si lasci sopraffare da questi giochetti.

    Caro Andrea, questo blog e’ uno spazio libero a disposizione di tutti e aperto a tutti i contributi. Di certo l’argomento Travaglio e’ interessante, ma non l’unico
    grazie dell’attenzione
    gm

  6. Franco Camola Franco Camola
    24/06/2008    

    Mastellarini, faccia il suo lavoro come crede: il mestiere è suo!

    NON DEI PADRONI, NON DEI LETTORI: SUO E BASTA E DECIDE LEI COME FARLO!

  7. Fabrizio Fabrizio
    25/06/2008    

    La cosa più divertente di tutta la vicenda è che il “soccorso rosso” va in aiuto all’uomo già sedicente di destra T., che per giunta scrive per l’Unità, il fu quotidiano comunista.

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