Queste, in sintesi, le istanze dei precari al congresso Usigrai che parte oggi.
1) la necessità di mantenere saldo il ruolo di questo coordinamento quale spazio di confronto e analisi dei problemi, che diventerebbe impresicindibile interfaccia di un referente ufficiale, una specie di rappresentante con delega ai precari, in seno all’esecutivo Usigrai e magari all’interno di altre commissioni.
All’interno del coordinamento andrebbero accolte le istanze del mondo delle scuole e dei regionali unificando le tre rappresentanze, che fino ad oggi sono sempre state distinte. Ciò permetterebbe di continuare il fondamentale lavoro di monitoraggio e segnalazione svolto fino ad oggi.
2) i temi di discussione che dovranno caratterizzare la presenza della pattuglia “precaria” al congresso e cioè: – la permanenza del coordinamento come organismo utile alle finalità sopradescritte; – la questione dell’accesso in azienda con selezioni (qualcuno preferisce parlare di concorsi) improntate alla massima trasparenza, secondo parametri certi; – la multimedialità (in tal senso abbiamo chiesto aiuto ai colleghi di Rainews per capire quali siano attualmente gli utilizzi – da parte dei colleghi di alcune testate – di tecniche e strumenti multimediali per la produzione di servizi giornalistici in piena autonomia); – l’aggiornamento professionale, che è tempo ormai di allargare anche ai precari; – il contratto depotenziato e la sua inammissibilità in un mutato quadro numerico dei precari (non può più essere elemento su cui l’azienda si rifiuti di trattare).