Caro Gabriele,
non ho conosciuto il Vespa professionista di cui parli, ma mi sono informato ed è stato probabilmente un giornalista valido che s’è meritato tale carriera.
E’ giusto quindi scindere passato e presente, perchè oggi, purtroppo, il servizio informativo che vende Porta a Porta è di infima qualità, vomitevole, inguardabile, su questo non credo ci piova.
O meglio, è semplicemente sintonizzato su 2 canali purtroppo inscindibili: il gusto dello scoop/gossip/scandalo della gente comune, ed il diktat di questa classe dirigente che non ha alcun interesse affinchè la televisione torni ad essere una risorsa culturale (se mai lo sia stato).
Credo che il discorso sia molto delicato, posso solo dirti che mi baso sui fatti. E’ bastato guardare l’ultima puntata con ospite il Premier. No comment.
Vedo che inserisci Travaglio qua e la’, probabilmente non ti va molto a genio professionalmente. Ma mi permetto di dire che non mi sembra inerente, per nulla, con la discussione. Mi sono trovato a volte a non condividere alcune considerazioni di Travaglio, anche se lo stimo moltissimo, gli dò il merito di saper comunicare in maniera semplice ed efficace alcuni aspetti gravissimi della nostra società, a cui ci siamo persino assuefatti.
Ti ringrazio, a presto.
P.s. Oggi è il compleanno del Premier, e sono 72.
Wil
Caro Wil,
apprezzo molto questo tuo intervento e i toni pacati utilizzati da un travaglista (da queste parti c’è gente che, presa dall’invidia o dal livore, si comporta in maniera diametralmente opposta alla tua). Anch’io rispetto Marco Travaglio, ma la mia stima se la può scordare perché ho toccato con mano e verificato di persona il suo comportamento. Per certi personaggi, come lui, non può valere il principio dei vizi privati e delle pubbliche virtù. Ecco perché su questo bloGiornale si continua a criticare il modo travagliesco di far giornalismo, che ha come unica finalità il business e l’incasso personale, lasciando da parte il lettore che deve essere informato.
Poi, per carità, che Travaglio sia un ottimo comunicatore lo sostengo da tempo e qui lo riconfermo. Secondo me, non è neanche fesso come giornalista e, anzi, ho avuto modo di apprezzare l’ultimo suo pezzo apparso venerdì scorso sull’espresso, nel quale si criticava la “tv delle Libertà” della Brambilla, o meglio quello che ne resta (13 poveri colleghi disoccupati).
In questo blog, quando c’è da battere le mani si applaude, quando c’è da criticare si fischia. Senza arroganza, per carità. E con tantissima umiltà. Ma quando leggo da un giornalista di razza come Peter Gomez che la colpa di Vespa è quella di essere al soldo di Berlusconi perché pagato da Panorama, allora penso sia il caso di intervenire, trattandosi di una palese castroneria propinata ai lettori, specie ai travaglisti come te, caro Wil.
Poi il giornalismo di Vespa e il suo contenitore “Porta a Porta” può non piacere. Certo dà un po’ l’impressione di tirare la volata a questo o quell’altro ospite. Ma, sinceramente, non me la sento di attaccare un’istituzione della Rai come Bruno Vespa. Sarebbe un po’ come sparare su Mike Bongiorno.
O meglio, io non ho i galloni nè le argomentazioni per attaccare Vespa, nè tantomeno Santoro e il suo Annozero. Ma neanche Travaglio ha argomenti validi per puntare il dito addosso a Vespa, eppure lo fa. E Gomez ha trovato un’argomentazione che fa ridere. Ma credo che al Bruneo le loro critiche scivolino addosso come l’olio sul pane. Non perché Travaglio e Gomez valgano meno di lui, ci mancherebbe, ma perché Vespa è un giornalista nazionalpopolare, loro sono bravi giornalisti ma confinati a una “nicchia” più o meno ampia, sconosciuti alla massaia di Voghera, per intenderci.
E poi, scusate, ma 40 anni di Vespa in Rai non si possono dimenticare dalla sera alla mattina perché il Berlusca (ormai giunto a un’età veneranda) lo ha scambiato per Emilio Fede.
Credo, invece, che il problema sia un altro, caro Wil. In Rai non c’è ricambio generazionale. E quei pochi volti nuovi, come Floris, vengono subito bastonati da altri giornalisti. Indovini un po’ da chi?
A presto
Gabriele Mastellarini
