Minzolini promuove nuovi redattori web e scavalca i precari
di Antonio Sciotto per il manifesto del 23/03/2010
Il «direttorissimo» del Tg1 è di nuovo al centro delle polemiche. Questa volta a protestare sono i giornalisti precari della Rai, che nei giorni scorsi si sono visti scavalcare – dopo una media di 9-10 anni di fedele servizio all’azienda – da contrattisti di fresca nomina, tutti selezionati da Augusto Minzolini per la nuova redazione web del suo tg.
Già da febbraio, il sito del Tg1 è al centro di duri scontri con il sindacato ed è anche finito sotto la lente del cda. Da un lato, infatti, Minzolini aveva ipotizzato di impiegarvi solo stagisti: idea poi abbandonata, a causa del no opposto dall’Usigrai. Dall’altro, i consiglieri del cda Van Straten e Rizzo Nervo avevano contestato la nomina dei caporedattori web, promossi a loro parere da Minzolini perché firmatari di un documento a suo favore, mentre per converso un altro giornalista che non aveva firmato era stato rimosso dal suo ruolo.
Ieri un comunicato del Coordinamento precari esprimeva «forte preoccupazione» per la selezione svolta da Minzolini per il sito web: 12 persone, almeno secondo quanto dichiarato dall’Usigrai, scelte esclusivamente tra gli allievi delle scuole di giornalismo romane della Luiss, Lumsa e Tor Vergata. Il tutto violando l’accordo sindacale che prevede di coinvolgere i precari storici ogni qual volta si creino nuove occasioni di assunzione, anche se a termine; o comunque, in alternativa, di indire un regolare concorso. Così, ad esempio, è stato fatto due anni fa per Buongiorno Regione: in quel caso si decise di non ricorrere al bacino dei precari, ma perlomeno – spiegano al sindacato – si mise su un regolare concorso su scala nazionale. Per il sito web del Tg1, al contrario, il tutto è stato limitato alle scuole romane – il Tg si giustifica con il criterio della «territorialità», dato che i redattori dovranno lavorare a Roma – e per giunta senza bandire una selezione ufficiale, ma con assunzioni e contatti personali che appaiono a chiamata.
I giornalisti precari della Rai sono circa 150 in tutta Italia, almeno quelli inseriti nei «bacini» a scorrimento che porteranno al loro completo assorbimento entro il 2013-2014. Sono divisi in fasce secondo l’anzianità: sono già stati stabilizzati tutti quelli dei settori A1-A3, e adesso attendono quelli di A4 e A5 – una cinquantina, probabilmente ultimati entro questa estate. Infine, circa 100 sono ancora in fascia B, e sperano di entrare entro 3-4 anni.
La selezione dei 12 ha colto di sorpresa il Coordinamento precari, mentre sembra abbia avuto l’avallo dell’Usigrai, preoccupato di evitare che Minzolini optasse per un’ipotesi ancora peggiore, ovvero che ricorresse ai soli stagisti. Dunque il Coordinamento ieri ha chiesto che anche l’Usigrai «esprima il nostro stesso desiderio di chiarimento sui contorni ancora poco chiari della vicenda. Tra l’altro l’Usigrai ha sempre coinvolto i precari, all’ultimo Congresso li ha ammessi a votare e a partecipare.
Quanto alle nomine, i consiglieri Van Straten e Rizzo Nervo, in una lettera al presidente Rai Garimberti avevano contestato la rimozione da caporedattore centrale del Tg1 di Massimo De Strobel, dopo 18 anni in quel ruolo: «Sarà un caso – scrivevano – che De Strobel non aveva firmato un documento a favore del direttore». Il testo in questione, era circolato dopo le polemiche che avevano investito Minzolini per i suoi editoriali ritenuti filo-Berlusconi e il suo presunto coinvolgimento nelle indagini di Trani: era stato siglato da 92 redattori su 162. Tra i firmatari, segnalano Van Straten e Rizzo Nervo, anche «Leonardo Sgura – che ha sostituito De Strobel – Filippo Gaudenzi, promosso caporedattore con delega alla cronaca e al web, e Mario Prignano, assunto appena due mesi fa e promosso caporedattore della redazione Internet».
di Savino Gallo per http://roma.xcitta.it/Il_Tg_1_agli_stagisti
Da un lato, l’inchiesta della procura di Trani. Dall’altro, la presunta epurazione dei giornalisti “non allineati”, denunciata da due consiglieri Rai. Nel mezzo, per chi non ne avesse ancora abbastanza, vi raccontiamo la storia delle assunzioni per la nascitura redazione web del Tg1, riservate “esclusivamente” agli allievi delle scuole di giornalismo Luiss, Lumsa e Tor Vergata di Roma.
La storia è quella dell’assunzione di “12 giornalisti – parole del Segretario Nazionale Usigrai, Carlo Verna, quattro già formalizzate 15 giorni fa e altre 8 da portare a termine a breve”, e comincia più o meno due mesi fa, con l’idea di creare una redazione web, che formalmente ancora non c’è. Di qui le assunzioni: finalmente una buona notizia, si potrebbe pensare. E sarebbe davvero così se non fosse per i criteri, quantomeno discutibili, che accompagnano quei contratti (a tempo determinato).
Perché almeno inizialmente non è di assunzioni che si parla: “All’inizio – ci dice Verna -, il direttore aveva deciso di formare una redazione con soli stagisti”. Ma come? La redazione internet del principale telegiornale italiano fatta con personale non professionista e al costo di un rimborso?
“Questa, però, era una soluzione inaccettabile – continua Verna -. Per carità, possono essere giornalisti preparati, ma si tratta di persone da affiancare; non si può pensare di lasciare ai soli stagisti l’intera redazione di un sito web come quello del Tg1”. Tanto più perché sarebbe irregolare, aggiungiamo. E così, le due parti, Minzolini da un lato e i rappresentanti Usigrai dall’altro, hanno cominciato a trattare. “Noi – aggiunge Verna – abbiamo imposto che ci fosse quantomeno una regolare selezione secondo titoli e criteri ben precisi”.
Minzolini accetta la “strana” idea della selezione (che Verna ci assicura essere stata “regolare”), ma decide che non sarebbe stata aperta a tutti, solo agli alunni delle scuole di giornalismo della capitale. Alla base di questa decisione ci sarebbe un criterio di territorialità. Ma è possibile applicare un criterio legato al territorio quando si parla di una redazione nazionale e nella rete? E in più, aggiunge Verna, “l’anno scorso venne bandito un concorso pubblico mentre questa volta, credo che la scelta dei candidati sia stata gestita direttamente con le tre scuole di giornalismo”.
Come a dire che sarebbero stati i responsabili delle scuole a contattare gli ex allievi, informandoli della selezione. Il resto, tutti i giornalisti dalle altre scuole d’Italia, tutti i giornalisti costretti al precariato da anni, rincorrendo lo straccio di un contratto, non ne sapevano e non ne sanno ancora nulla. “E‘ vero – conclude Verna – è tutto molto discutibile, ma di fronte alla possibilità che non ci fosse nessuna selezione e che fossero presi solo stagisti, abbiamo scelto il male minore”. Per carità, niente di illegale, ma come male minore sembra già abbastanza.

Alla Rai saranno almeno 30 anni che non si fanno concorsi.